Il trailer e gli spot TV del film Il Mundial Dimenticato, il mockumentary di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni sui leggendari Mondiali di Patagonia del 1942.
Il film ricostruisce le fantomatiche vicende dei Mondiali di Calcio di Patagonia 1942, mai riconosciuti dagli organi ufficiali dello sport e rimasti per decenni avvolti nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore. Il campionato fu organizzato grazie all’accanito impegno del Conte Vladimir Otz, stravagante e visionario mecenate illuminista di origini balcaniche, emigrato in Argentina negli anni 30. La storia si apre con il ritrovamento di un misterioso scheletro con la macchina da presa negli scavi paleontologici di Villa El Chocon, nella Patagonia Argentina. Le indagini svelano che i resti umani appartengono a Guillermo Sandrini, cineoperatore argentino di origini italiane, ex fotografo di matrimoni e inventore per hobby, ingaggiato per “filmare i Mondiali in modo memorabile e rivoluzionario” (da una lettera del Conte Otz a Jules Rimet). La bobina contenuta nella macchina da presa di Sandrini promette di svelare la verità sul risultato della finale del Mundial dimenticato.
Girato tra Argentina, Italia, Inghilterra, Germania e Brasile, il film è un racconto corale condotto nello stile di un documentario classico. Il più esperto ricercatore sul tema, il giornalista argentino Sergio Levinsky, guida un’inchiesta che attraversa l’America Latina e L’Europa, fino agli archivi di CinecittàLuce, dove sono state trovate alcune delle sequenze inedite più significative. Le suggestioni di archivi inediti e spettacolari e di una ricca documentazione (fotografie, giornali locali, lettere, diari privati) si alternano a numerose interviste che coinvolgono sia i pochi testimoni viventi delle vicende, sia grandi personalità della cultura e del calcio (Roberto Baggio, Osvaldo Bayer, Titì Fernandez, Joao Havelange, Pierre Lanfranchi, Gary Lineker, Victor Hugo Morales, Darwin Pastorin, Peter Tramp, Jorge Valdano).
Mentre il mondo civilizzato è ingoiato dalla ferocia della II Guerra Mondiale dodici squadre si sfidano per conquistare la Coppa Rimet, stranamente riapparsa in Patagonia nel 1942. Formazioni composte da pochi giocatori professionisti mescolati a migranti di mezzo mondo, operai e minatori, ingegneri ed ex cercatori d’oro, acrobati del circo e rivoluzionari in esilio, soldati nazisti e indios mapuches. Chi vinse il misterioso Mundial? Perchè da allora non se n’è più parlato
Milano
Lunedì 25 giugno, proiezione al cinema Apollo - Spaziocinema (Galleria De Cristoforis 3, tel. 02.780390), con spettacolo unico alle ore 21.
Martedì 26 giugno, proiezioni alle 20 e alle 21,50.
Lunedì 2 luglio, all’indomani della finale degli Europei, proiezioni alle ore 20 e 21,50.
I lettori della Gazzetta dello Sport provvisti di una copia del giorno hanno diritto al biglietto ridotto (4,50 euro invece di 7,50).
Firenze
Il Mundial dimenticato esce venerdì 22 giugno a Firenze, al Cinema Spazio Uno (via del Sole 10, tel. 055.284642, spettacoli alle 18,40 e alle 22,45). Mercoledì 27 giugno, alle 22,40, serata speciale con registi e ospiti a sorpresa. I lettori de La Nazione e delle altre testate del gruppo QN che presentano una copia del quotidiano pagano il biglietto ridotto.
1 giugno.
16-24 giugno.
Il Mundial dimenticato partecipa in concorso al 15° International Film Festival di Shanghai.
1 giugno.
Il Mundial dimenticato esce in sala in Italia.
30 maggio
Alla Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni 1, Villa Borghese), alle ore 10,30, proiezione del film Il Mundial dimenticato e incontro con la stampa alla presenza dei registi.
PRODUZIONE
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DISTRIBUZIONE
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DISTRIBUZIONE NEL MONDO
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ESCE A FIRENZE “IL MUNDIAL DIMENTICATO”
MERCOLEDì 27, SERATA SPECIALE AL CINEMA SPAZIO UNO CON REGISTI E OSPITI A SORPRESA
(Firenze, 20 giugno 2012) “I Mondiali del 1942 non figurano in nessun libro di storia, ma si giocarono nella Patagonia argentina”. Nasce da questa frase di Osvaldo Soriano (“Il figlio di Butch Cassidy”, Einaudi 1995) il film Il Mundial dimenticato di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, che racconta i misteriosi campionati di calcio che si sarebbero svolti lontano dall’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Un film che ha riaperto il “caso” dei mondiali di Patagonia, avvolti tra leggenda e realtà, che nelle scorse settimane hanno appassionato il pubblico grazie a una fortunata campagna virale sul web che ha totalizzato oltre 300 mila contatti. Il film dei due registi toscani esce venerdì 22 giugno a Firenze, al Cinema Spazio Uno (via del Sole 10, tel. 055.284642, spettacoli alle 18,40 e alle 22,45), per la distribuzione di JP Entertainment. Con un’iniziativa speciale dedicata ai lettori di QN La Nazione: presentando una copia del giorno di QN si pagherà il biglietto ridotto.
Mercoledì 27 giugno, alle 22,40, proiezione del film alla presenza del regista fiorentino Filippo Macelloni, del produttore Daniele Mazzocca e altri ospiti di sport e spettacolo che risponderanno alle domande della stampa e del pubblico.
Partendo da una suggestione letteraria e trattandola come materia storica, Il Mundial dimenticato ricostruisce alcune pagine mancanti delle cronache sportive, prendendo la finzione e dandole forma di realtà. Per far questo ottiene la complicità di grandi nomi del calcio, come Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano e il presidente onorario della Fifa João Havelange, di storici come Pierre Lanfranchi e Osvaldo Bayer, di giornalisti sportivi come Darwin Pastorin o l’argentino Sergio Levinsky, nel ruolo di detective alla ricerca del mondiale scomparso. E dà la parola anche ad alcuni superstiti di quel campionato strampalato, come il sedicente difensore azzurro Antonio Battilocchi, rintracciato nelle campagne di Peccioli (Pisa).
“Del racconto di Soriano – affermano il pisano Garzella e il fiorentino Macelloni – ci ha subito colpito, come tutta la sua letteratura, la commistione tra leggenda e realtà. Il calcio lo abbiamo quindi usato come scenario, in un contesto storico-realistico, il periodo della Seconda guerra Mondiale, mescolandolo a temi come l’emigrazione europea in Patagonia. I nostri riferimenti, per quanto riguarda il “genere” del mockumentary, non possono esulare dallo Zelig di Woody Allen, ma ci ha ispirato nello stile anche il recente Exit Through the Gift Shop e anche un documentario “vero” come When we were kings, che mescola testimonianze e immagini d’archivio”.
“Questo è un piccolo film dalle grandi emozioni, un mosaico che unisce più elementi, dalla storia alla guerra, dal calcio giocato a quello raccontato e che ha esaltato i nostri ricordi calcistici d’infanzia, con tutte le mitologie e gli stereotipi di questo sport, dal bomber alla suddivisione in campo tra buoni e cattivi”.
Il film - presentato alla 68° Mostra del Cinema di Venezia (Giornate degli Autori) - ha recentemente ottenuto una “Menzione Speciale” dalla giuria guidata da Gianni Minà all’International Film Festival di Bari diretto da Felice Laudadio. Altro riconoscimento è arrivato dal Bellaria Film Festival, che ha assegnato al film la “Menzione Speciale Casa Rossa”. Lunghi applausi del pubblico e consensi della critica anche in Cina, dove Il Mundial dimenticato ha partecipato all’International Film Festival di Shanghai, l’evento cinematografico più importante dell’Asia (16 -24 giugno).
Il film adotta il linguaggio dell’inchiesta, intrecciando un racconto che, quanto più si avventura nel fantastico e nel visionario, tanto più appare reale e veritiero. Non a caso Il Mundial dimenticato è stato preceduto da una cliccatissima campagna promozionale sul web, nella quale si sono mescolati finzione e realtà, realizzata da Domenico Nucera in collaborazione con TBWA, alla quale si sono prestati grandi nomi del calcio – come i calciatori José Altafini, Gigi Buffon, Roberto Sosa e i giornalisti Fabio Caressa, Darwin Pastorin – e l’organizzazione umanitaria Survival.
Il Mundial dimenticato (www.ilmundialdimenticato.it) è prodotto dalla Verdeoro di Daniele Mazzocca - già produttore di Saimir, L’erba proibita e Rosso come il cielo – e l’argentina Dock Sur Producciones di Andrea Nocella, in collaborazione con Rai Cinema, Rai Trade, Cinecittà Luce e Nanof, e con il supporto del Mibac e dell’Incaa.
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